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Chef Pasquale - MangiaNapoletano

La storia dello chef

Chef Pasquale

Mi chiamo Pasquale e nella mia vita musica e cucina non sono mai state due strade diverse.

Chef Pasquale - Infanzia a Napoli

Sono cresciuto a Napoli, nel quartiere Sanità, in una famiglia dove la creatività faceva parte della quotidianità.

Mio padre, Gennaro Zinno, era sceneggiatore Rai. Da bambino lo accompagnavo spesso negli studi: osservavo, ascoltavo, vedevo passare persone e storie che mi hanno insegnato il valore del racconto.

Studiavo musica e guardavo quei musicisti con i loro spartiti. Pagina dopo pagina ho capito una cosa che mi porto dietro ancora oggi: l'armonia nasce dall'incontro.

Per anni ho lavorato come cantante sulle navi da crociera. La musica mi ha fatto viaggiare, conoscere il mondo e, soprattutto, mi ha fatto incontrare Serena.

Ci siamo innamorati e, a un certo punto, ho fatto una scelta semplice e rivoluzionaria insieme: scendere a Catania per amore.

La musica e il viaggio

Arrivato qui mi sono rimboccato le maniche. Ho lavorato nel negozio di mio suocero, imparando un mestiere nuovo, adattandomi, facendo quello che c'era da fare.

Poi, quando quel lavoro è venuto a mancare, mi sono fermato e mi sono chiesto:

"E adesso?"

Chef Pasquale - MangiaNapoletano

Pasquale — Chef & Fondatore

Il percorso

Mascalucia, l'inizio vero

Serena e la sua famiglia avevano una casa di villeggiatura a Mascalucia. È lì che tutto è cominciato.

Io ho sempre amato cucinare. Da sempre.

Così, quasi per gioco, ho iniziato preparando un banchetto per un amico. Quel giorno qualcuno ha mangiato, ha apprezzato e ha parlato di me a qualcun altro.

Quello che sembrava un esperimento è diventato un percorso.

Prima Villa del Cedro, poi, naturalmente, MangiaNapoletano.

Con Serena, con la mia famiglia e con uno staff che lavora con attenzione e cuore.

Curando tutto: dagli ingredienti campani DOC all'accoglienza, dal piatto al rapporto con le persone.

La passione per la cucina
I piatti di Chef Pasquale

Cucino come vivo. Con rispetto, con istinto, senza forzare.

Oggi continuo a cantare, organizzo serate musicali e tributi. Perché la musica, come la cucina, è condivisione.

MangiaNapoletano è questo: una storia vera, vissuta, messa a disposizione degli altri.

Ed è solo l'inizio.